La torta degli Addobbi, o torta di riso alla bolognese

Dalle mie parti la torta di riso è detta anche torta degli Addobbi, in dialetto Tåurta di Adòb, perché un tempo veniva preparata in occasione di una festa religiosa che si tiene solo a Bologna.

Cardinale GABRIELE PALEOTTI
Il Cardinale Gabriele Paleotti in un olio su tela del XVI sec.

Istituita nel 1566 dal Cardinale Gabriele Paleotti, la Festa degli Addobbi era legata a una processione antica e sentitissima – quella del Corpus Domini – a cui partecipavano esponenti del potere religioso, del Comune e dell’Università, in un ordine rigidamente regolato dal protocollo cerimoniale già dal 1470.

Già prima del 1566, i vescovi della città si erano preoccupati che le vie percorse dalla processione fossero “cosparse di sabbia giallognola, e superiormente coperte da tendoni” ma Paleotti fece di più, e meglio. Animato dalla volontà di riorganizzare la Chiesa bolognese in seguito al Concilio di Trento, stabilì che fossero “addobbate con dei stracci” e ghirlande di fiori. Nei due secoli successivi, i vescovi decisero anno per anno quale parrocchia tra quelle che ne avevano fatto richiesta avesse l’onore di organizzare la processione del Corpus Domini, e l’onere di allestire la Festa degli Addobbi.

BONCOMPAGNI GIROLAMO
Il Cardinale Girolamo Boncompagni in un olio su tela del XVIII sec.

Nel Settecento, un altro cardinale, Girolamo Boncompagni, stabilì che la festa fosse celebrata addirittura per 5 giorni consecutivi. In ciascuno dei quattro quartieri cittadini, ogni giorno si sarebbe dovuta tenere una processione organizzata da una parrocchia del territorio. In questo modo, ogni anno sarebbero state coinvolte nell’organizzazione della Festa degli Addobbi non una ma ben venti parrocchie. A questo sistema di turnazione fu dato il nome di Decennale Eucaristica.

Il Settecento fu il secolo d’oro delle Decennali Eucaristiche, che divennero una specie di gara di “bei ristauri” e abbellimenti con “panaroni di damasco” tra i rioni interessati.

Le cronache cittadine ricordano che nel 1796 la parrocchia di San Matteo delle Pescherie fece un allestimento talmente scenografico, che il generale francese Augerau – avanguardia delle truppe napoleoniche – pensò che i bolognesi gli stessero tributando un’entrata trionfale in città! Invece, Napoleone Bonaparte, entrato in città, soppresse molti ordini religiosi, requisì conventi e abolì la festa.

Si dovette attendere il 1818 per rivedere la celebrazione della Decennale Eucaristica, anche se in maniera molto più misurata e sobria.

Giacomo Leopardi descrisse comunque la Festa degli Addobbi della Chiesa di San Giuliano in Via S. Stefano nel 1826 come “una cosa bella e degna di essere veduta, specialmente la sera, quando tutta una lunga contrada, illuminata a giorno, con lumiere di cristallo e specchi, apparata superbamente, ornata di quadri, piena di centinaia di sedie tutte occupate da persone vestite signorilmente, par trasformata in una vera sala di conversazione”.

Le origini della torta degli Addobbi

L’usanza di preparare la torta di riso in occasione della Festa degli Addobbi si attesta alla metà dell’Ottocento. Se ne parla nel libro “Cuoco bolognese dedicato al bel sesso” pubblicato nel 1857: “Per fare questa torta ogni boccale di latte prendete sei once di riso e un’idea di sale, indi ben cotto si lascia raffreddare e vi si pone onde sei zuccaro, un poco limone raspato, pignoli, e sei mandorle amare. Il tutto brustolino e ben posto, vi si mettano ova 2 e il tutto si vuota nella rolla già unta e coperta di pane grattato, il tutto ben disteso. Con un mazzetto di penne di pollo vi si distende altro ovo sbattuto e si cuoce.”

La torta preparata dalle famiglie della parrocchia in festa veniva offerta a parenti e amici in visita, tagliata a piccole losanghe.

La preparazione della torta di riso si è protratta nel tempo fino ad arrivare ai giorni nostri, anche se ora è svincolata dalla festa religiosa ed è diventata una specialità disponibile tutto l’anno. Ogni famiglia la prepara secondo la sua personale ricetta. Vi lascio la ricetta di mia nonna Idima, detta Norina, e quella depositata dall’Accademia della Cucina Delegazione Bologna San Luca alla Camera di Commercio.

Torta di riso o torta degli Addobbi

La ricetta di Nonna Norina

Ingredienti

  • 1 l. di latte intero
  • 100 g. di riso della varietà Originario
  • la scorza di un limone bio
  • 500 g. di zucchero semolato
  • 150 g. di mandorle pelate
  • 150 g. di cedro candito
  • 150 g. di amaretti
  • 5 uova
  • Un po’ di semi della bacca di vaniglia
  • Liquore mandorla amara q.b.
  • Burro q.b.
  • Pangrattato q.b.

Procedimento

Mettete il riso e il latte con una scorza di limone in un tegame e cuocete per circa un quarto d’ora, poi spegnete e aggiungete lo zucchero. Nel frattempo tritate finemente le mandorle insieme al cedro candito e agli  amaretti e mettete da parte. Sbattete le uova aggiungendo un po’ di semi di una bacca di vaniglia, finché non otterrete una massa montata spumosa. Quanto il riso si è raffreddato e ha assorbito il latte, togliete la scorza di limone e unite il trito di mandorle, cedro e amaretti. Alla fine unite anche la massa montata di uova, mescolando dal basso verso l’alto in modo che non si smonti.

Prendete una teglia da forno rettangolare 20 * 60 cm., ungetela col burro, cospargetela di pangrattato e quindi versate l’impasto. Cuocete in forno a 160°C per 45-60 min. Controllate la cottura immergendo uno stuzzicadenti nella torta. E’ cotta, quando lo stuzzicadenti esce asciutto.

Mentre la torta di riso è ancora calda, bagnatela con il liquore mandorla amara poi lasciatela raffreddare coperta da un foglio di alluminio per alimenti. Servite la torta degli addobbi a temperatura ambiente tagliata a losanghe. È ottima anche dopo alcuni giorni, ma va conservata rigorosamente in frigorifero.

Ricetta depositata

Se volete provare una ricetta alternativa a quella di mia Nonna Norina, ecco quella ufficiale depositata il 14 dicembre 2005 dall’Accademia della Cucina Delegazione Bologna San Luca alla Camera di Commercio.

Ingredienti (per 6 persone)

  • l l. di latte
  • 1/2 l. di acqua
  • 200 g. di riso Originario
  • 100 g. di zucchero
  • 50 g. di cedro candito
  • 50 g. di mandorle
  • 3 uova
  • 50 g. di burro
  • Scorza di un limone
  • Sale un pizzico
  • Liquore mandorla amara

Procedimento

Cuocere il latte, mezzo litro di acqua, lo zucchero, la scorza di limone grattugiata e un pizzico di sale. A ebollizione, aggiungere il riso e lasciare cuocere sino a che il liquido non si sarà assorbito. Aggiungere all’impasto freddo uova, burro, canditi e mandorle. Versare l’impasto in una teglia e riporla in forno caldo 180°C per mezz’ora. Tagliare a rombi la torta, dopo averla spennellata col liquore di mandorla amara. Servire a temperatura ambiente.

Alcuni servono la torta di riso ricoperta di abbondante zucchero a velo, altri arricchiscono l’impasto con uva passa, e al posto della mandorle usano i pinoli.

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