Di bellezza che genera bellezza

Storie di chi vive la cucina da dentro, rischiando spesso di esserne buttata fuori, giorno 22

Ieri sera in cucina sono stata affiancata a Luigi Balestriere. Nel pomeriggio gli avevo espresso il desiderio di fare qualcosa di nuovo. Non faccio in tempo ad arrivare ed eccomi accontentata: una barella piena di vongole NUOVE da pulire! 😀 Che bravo, Luigi, grazie!!!

Ormai c’ho preso la mano e quindi ho fatto prestissimo: in meno di un’ora le vongole NUOVE erano già belle e che pulite e messe in cella frigorifero. A proposito, oltre le veraci e i lupini, esiste pure la varietà “tozza”, che è quella NUOVA che ho conosciuto da vicino ieri. Comunque non state a buttare soldi, che le vongole non son più belle, perché non è più stagione.

A parte questo, ho fritto le polpette di melanzane, ho fatto il sugo di pomodoro, cotto il pane, cotto i tortellini e cotto l’agnello al sale di Maldon, con spinaci saltati e il purè di patate.

Poi… E’ ARRIVATA UNA BELLA CLIENTE! A Luigi gli è passato il caldo tutto d’un colpo e si è messo in agitazione per farle un capolavoro di tartare, perché, si sa, “bellezza chiama bellezza”! Di conseguenza, io ho dovuto:

  • disboscare l’orto per trovare le cime più belle di almeno 5 erbe aromatiche differenti
  • ribaltare la cella frutta e verdura per trovare 5 lamponi identici e perfetti
  • estrarre Excalibur dalla roccia per tagliare il filetto ad opera d’arte
  • cercare il piatto più bello che abbiamo e meno male che ne ho trovato uno di suo gusto, sennò mi mandava a Capodimonte a piedi

A proposito del piatto: lo prendo dall’armadio, lo metto sul pass, lo controllo e poi torno a fare le mie cose. Non faccio tempo a fare un respiro che sento: Hiiiiiiiiiiiiiii, France’! Sul piatto ci sta un pelo! E’ lungo e nero!!!  

Ora, caro Luigi, stammi bene a sentire: 

  1. in cucina ieri sera eravamo in due, io e te, quindi il pelo lungo e nero poteva essere mio. Ma anche tuo!
  2. io sono un esemplare femmina – te ne sarai pure accorto – ma di essere umano, non di cinghiale! Cosa ti fa pensare che io abbia sulle braccia peli lunghi e neri?
  3. C’ho pure la casacca a maniche corte. Se li avessi, si vedrebbero. Oppure pensi che li tengo da parte per metterli sui tuoi piatti?
  4. Diciamocelo: TE sembri lo yeti.

Quindi, il pelo lungo e nero, DI CHI POTEVA MAI ESSERE?

Sono offesa, e lo sarò pure stasera! Credo che mi passerà solo se dopo il lavoro mi offrirai una di quelle “delizie al limone” fatte da Mario C Powa Poerio. Sennò stavolta ti muro per davvero in cella freezer e ti servo al buffet degli sposi come baccalà.

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