Come friggere alla perfezione

Storie di chi vive la cucina da dentro, rischiando spesso di esserne buttata fuori, giorno 14

Ieri sera, per la prima volta, ho fritto DA SOLA le polpette per gli stuzzichini! Nello specifico erano polpette di caprino alle erbe aromatiche. Le ho trovate già fatte, quindi non ne so mezza di pangrattato, ùova o uòva (che dir si voglia), tempura con lievito o senza, birra, acqua gassata ecc ecc.

In compenso, ne so a pacchi su COME si frigge, cosa che ho imparato grazie a Antimo El Nenè Ferrari, Tao e pure Mario Powa C Poerio, che a turno si sono avvicinati a prestare soccorso. Alla friggitrice, mica a me! Quindi: 

  1.  mettiamo nella friggitrice un sacco di olio, ma tanto proprio. Friggere non è cosa da avari.
  2. quale olio? Quello di arachidi, che dà un gusto leggero e delicato (a differenza dell’olio di oliva) ed è comunque sufficientemente stabile alle alte temperature
  3. accendiamo la friggitrice e impostiamola alla temperatura adeguata all’olio che usiamo. 180°C per l’olio di arachidi va bene, per non rischiare di superare il punto di fumo che è la gradazione oltre la quale l’olio diventa instabile e rilascia sostanze tossiche per il fegato.
  4. mentre l’olio si scalda, prepariamo una teglia con la carta paglia che assorbe l’unto in eccesso e teniamo a portata di mano la ramina
  5. quando l’olio ha raggiunto la sua temperatura ideale (un termometro da cucina costa 10 euro, quindi d’ora in poi non c’è motivo di usare i Samurai) buttiamo POCHE polpette alla volta, così non facciamo crollare la temperatura! Per me, che mi annoio subito, resistere alla tentazione di buttarle tutte insieme è la parte più difficile!
  6. LASCIAMO LE POLPETTE IN SANTA PACE DENTRO LA FRIGGITRICE e non tiriamole continuamente fuori per controllare la cottura, sennò le impregniamo di olio!!! Altra parte difficile per me, che VOGLIO VEDERE COSA SUCCEDE LA’ DENTRO MENTRE IO SONO QUI FUORI
  7. quando la prima polpetta risale a galla, controlliamo la cottura di quella. Se è pronta, mettiamola nella carta paglia e togliamo anche tutte le altre, che son pronte.

Che fatica… Nella foto, le polpette di Luigi Balestriere prima e dopo la cura.

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