Di filosofia e fenicotteri rosa

Storie di chi la cucina la vive da dentro, rischiando spesso di esserne buttata fuori, giorno 29

Ieri sera al ristorante sono stata affiancata a Tao, io ai primi e lui ai secondi, la pasticceria metà per uno. Ho cotto e impiattato le tagliatelle al ragù, le lasagne e i tortellini in brodo; ho fatto il purè di patate in quantità industriali, la crema catalana e la tagliata di frutta. Solita routine, insomma.

In compenso, ho avuto la possibilità di conoscere meglio alcuni miei colleghi e ho avuto tante piacevoli sorprese. C’è chi nel tempo libero fa il Dj, chi sta leggendo i saggi di Jodorowsky e approfondendo la conoscenza dei tarocchi, chi interpreta il Corano seguendo una tradizione sapienziale, chi sa dell’esistenza di una corrente dell’ermetismo che parte da Zarathustra e arriva al Quattrocento italiano, passando attraverso il neoplatonismo, il pitagorismo e la Spagna araba!

Chi avrebbe mai detto che a distanza di vent’anni dalla sua stesura avrei potuto presentare i temi della mia tesi di laurea nella cucina gourmet di un ristorante elegante? Che il mio primo uditorio sarebbero stati i colleghi cuochi? Che in questi tempi bui qualcuno sta approfondendo un pensiero alternativo, fatto di luce e positività, che si dipana tra filosofia, introspezione, religione universale?

Sto bene in questa cucina, in cui ci sono atei, cristiani e musulmani; bolognesi, ferraresi, calabresi e campani; indigeni e migranti; donne e uomini; giovani e agée. E ora più che mai sono convinta che da qui alla fine dello stage le sorprese saranno ancora tante!

Oggi un grazie speciale va a Silvia Matteucci che stamattina mi ha fatto trovare sulla scrivania un coppa biscotti a forma di fenicottero rosa, il must have dell’estate 2017! Appena scendono le temperature, faccio i biscotti di frolla glassati al cioccolato rosa. Lucido però, come mi ha insegnato Mario. Che ne dite? 

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