Panini al latte di Giancarlo il Pasticcere

Da che mi ricordo, a casa mia abbiamo sempre avuto animali. Tutti trovati per strada, o capitati in giardino, o presi al canile. In alcuni casi, purtroppo, vinti alle fiere o alla Festa dell’Unità. C’è stato un periodo in cui avevamo

  • 2 cani (di cui uno cieco) nel passo carraio di sinistra
  • 1 gatto (nero) in casa
  • 2 pesciolini (rossi) anche quelli in casa
  • 1 tartaruga di terra in giardino (scaricata nottetempo da Ignoto X)
  • 2 uccellini in casa dei nonni (acquistati come coppia di diamanti mandarini, scoprimmo col tempo che erano maschi, perché pur facendo zin-zin nessuno dei due faceva le uova)
  • 2 anatroccoli in tavernetta (misteriosamente scomparsi dopo soli 3 giorni e temo finiti nel forno di Ignoto Y per il pranzo di Natale)

In quegli anni, sotto casa mia, c’era una pasticceria. Tutte le mattine, prima che io e mio fratello ci svegliassimo, mamma scendeva a comprare 2 paste, un cannolo alla crema per me e una messicana all’uvetta per lui. L’accompagnava uno dei due cani, quello che ci vedeva – Chicco, detto Ciki – un ex-cane-da-caccia che avrebbe dovuto reinventarsi cane-da-tartufo ma che alla fine divenne cane-da-divano, in quanto inadatto sia all’una che all’altra attività. E niente, tutte le mattine Ciki accompagnava mamma in pasticceria e l’aspettava seduto educatamente sulla soglia del negozio. Tutte le mattine riceveva come premio da Giancarlo-Il-Pasticcere un panino al latte appena sfornato. Il panino veniva INGLOBATO, intero e caldo, in 2 secondi netti. Questo avvenne fino al giorno in cui Ciki non scoprì l’esistenza del Pan di Spagna, ma questa è un’altra storia che vi racconterò prima o poi. Per adesso, accontentatevi della ricetta dei panini al latte di Giancarlo-Il-Pasticcere, che arriva direttamente dai profondi anni ’80…

Ingredienti e preparazione

  • 500 g. di farina 0
  • 275 g. di latte fresco intero
  • 35 g. di lievito madre essiccato
  • 50 g. di uova
  • 10 g. di miele (millefiori o acacia)
  • 50 g di burro ammorbidito
  • 10 g di sale
  • 1 tuorlo per spennellare

Setacciate la farina, mettete in planetaria e unite il lievito sciolto nel latte alla temperatura di 22-23°C. Iniziate a lavorare incorporando le uova, il miele e per ultimo il burro ammorbidito e il sale. Lavorate fino a ottenere una consistenza omogenea ed elastica. Lasciate riposare nell’impastatrice per 15 minuti circa, poi spezzate l’impasto in due parti uguali: con una parte formate delle palline da 30 g l’una e con l’altra formate dei filoncini (o delle treccine). Disponete i pani su una teglia e spennellate con il tuorlo. Fate lievitare i panini nel forno (spento!) fino al raddoppio del volume iniziale. Spennellate nuovamente con il tuorlo e cuocete nel forno già caldo a 230°C per 8-10 minuti. Il tempo di cottura è determinato dalla pezzatura dei pani.

Potrebbe capitare anche a voi che, mentre impastate, qualcuno si annoi e provi un miliardo di posizioni assurde pur di attirare la vostra attenzione. Tipo Sofia!!!

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