Tutti i grazie che non ho detto

Storie di chi la cucina la vive da dentro, rischiando spesso di esserne buttata fuori, giorno 54

“Ora questa non è la fine. Non è nemmeno l’inizio della fine. Ma, forse, è la fine dell’inizio”

Sir Winston Churchill mi aiuta a dirvi che ieri ho finito lo stage al Ristorante Corbezzoli, un’esperienza impegnativa, a volte faticosa e stancante, ma davvero entusiasmante e divertente, che mi ha fatto sentire viva e mi ha regalato tante emozioni.

Mi sono resa conto di avere detto tante cose in queste settimane ma di non aver detto abbastanza grazie ed è questa l’ultima occasione per rimediare.

Grazie, allora, al Direttore Paolo Mazza per avermi accettata in struttura, attivato il tirocinio e dato questa bellissima opportunità di crescita professionale ma soprattutto umana! ❤

Grazie al Responsabile Comunicazione e Marketing Angelo Carignano per avermi supportata con grande simpatia nella scrittura del mio diario di cucina e dato consigli per il mio blog! ❤

Grazie al Maitre Daniele Giaconia, a Giuseppe Errichiello, a Raul, Canio e ai ragazzi della sala per avermi mostrato come si organizza il servizio in un hotel ma soprattutto per aver sopportato i continui avanti-e-indietro tra sala e cucina a cui li ho costretti: e portami una coppa Martini e no scusa me ne serve un’altra, e portami i tovaglioli gialli, no scusa volevo quelli neri, e portami i cucchiai no scusa volevo dire i cucchiaini, e esci la catalana, no aspetta mi son scordata gli amaretti, torna dopo, no anzi vieni, e porta la tenerina al tavolo 7 e no scusa era il 9, e così via per 53 giorni. Medaglia d’oro a tutti per il valore al Servizio, davvero… ❤

Grazie a Qosay, Joel, Jesus e Abdul – “Esperti in piatti e tegami” – per avermi perdonato le montagne di attrezzature sporcate inutilmente e per avermi sempre aiutata a spostare tegami più pesanti di me! Grazie! ❤

Grazie a Tao e Antimo per quello che mi hanno insegnato con pazienza INFINITA, per l’affetto che mi hanno dimostrato fin da subito e – diciamolo – per le risate che abbiamo fatto insieme! ❤

Grazie a Mario, quello che ha preso davvero sul serio la missione di insegnare ogni giorno qualcosa di nuovo a me che sono po’ matta, un po’ svagata, a volte stanca e smaronata. Ho capito, sai, perché bisogna sporcare solo un piano di lavoro alla volta, perché bisogna farsi la linea prima di iniziare una preparazione, perché bisogna pulire dopo ogni preparazione, perché bisogna essere precisi e ordinati in pasticceria. Ho capito anche perché la tagliata di frutta va ammassata al centro del piatto. Non ti ho mai dato soddisfazione prima. Lo faccio ora. E tu sai, in cuore tuo, che ti voglio bene. ❤

Grazie a Luigi-mio, che io e lui siamo la coppia più bella del mondo, e io lo so, e lui lo sa e lo sanno anche gli altri e dovete stare appost così e mettervi l’animo in pace! ❤

Grazie a Oriana per la travolgente simpatia e Forza Roma, Lazio, Napoli, Bologna, tutti insomma tranne che la Juve! ❤

Grazie allo chef Giuseppe Tarantino per avermi perdonata perché una volta non avevo la cuffia, e una volta non avevo i calzini, e una volta avevo la giacca aperta, e una volta avevo gli orecchini grandi, e una volta ero troppo truccata, e una volta ero troppo profumata, e una volta avevo lo smalto, e così da capo per 53 giorni di fila (capite, vero, ‘sto pover’uomo cosa ha passato?) Grazie per aver riso insieme a me quando avevo bisogno di un po’ di leggerezza, per avermi incoraggiata quando ero demoralizzata, per aver pulito le lumache seduto vicino a me, tu un grande chef io l’ultima degli stagisti. Grazie soprattutto per aver creduto in me nonostante le premesse non ci fossero proprio. Grazie mille, cheffo! ❤

Grazie a voi che avete letto e commentato! Alla fine ho tanti nuovi amici, seppur virtuali. Molti abitano lontano. Ma la vita è strana. Chissà che non ci incontreremo, prima o poi. ❤

Vi posto la foto dell’ultima cena pre-servizio a cui ho preso parte, che è il momento in cui maitre, personale di sala, chef e brigata di cucina condividono il pasto e intanto organizzano il servizio. E’ un modo come un altro di farvi vedere la sala! E andateci, no?