Le sfrappole bolognesi, il dolce tipico di carnevale

Tra i dolci tipici del Carnevale bolognese le sfrappole hanno il posto d’onore. Le sfrappole sono sfoglie dolci fritte, croccanti e friabili. Si preparano in modo simile in quasi tutta Italia e prendono nomi diversi in base alle regioni: chiacchiere in Lombardia, crostoli in Friuli, cenci e stracci in Toscana, bugie in Piemonte… A Bologna si chiamano anche frappe.

Durante il Carnevale potete acquistarle in tutte le pasticcerie e anche in molti forni di Bologna, ma con un po’ di pazienza potete prepararle anche a casa, perché si fanno con pochissimi ingredienti e non serve una grande manualità.

Buonissime e super tradizionali, sono perfette per il giovedì e il martedì grasso, da portare in ufficio o da condividere con parenti e amici!

Storia, origini e aneddoti delle sfrappole

Le origini della sfrappola si perdono nel passato e come per altre ricette tradizionali è impossibile stabilire chi le ha inventate e quando. C’è chi la fa risalire agli antichi Romani, quando in occasione delle feste dei Saturnalia, venivano preparati i frictilia, i dolci fritti nel grasso animale. Restando sempre nell’antica Roma, Apicio nel suo De re Coquinaria racconta di pietanze fritte nel miele cotto.

Il nome frappe appare per la prima volta nel capitolo XL de “La singolare dottrina” del fiorentino Domenico Romoli detto il Panonto, pubblicata nel 1560. In“Per Frappe, overo palle di pasta di strufoli” descrive la preparazione di sfoglie sottili a base di farina, uova e zucchero, fritte nello strutto.

Il contemporaneo e collega Bartolomeo Scappi nella sua “Opera” del 1570 ripropone la ricetta “Per fare una pasta della quale se ne potrà fare palle & diversi altri lavorieri”. Sostanzialmente la ricetta è quella. Il risultato è una super-frittella!

Di flappe parla anche Francesco Leonardi nel suo monumentale “L’Apicio moderno” nel tardo Settecento. Il dizionario gastronomico “La nuova cucina economica” (1803) di Vincenzo Agnoletti parla di due versioni di flappe: una tradizionale “di grasso” e una “di magro”.

Da qui in poi questi dolci tipici di Carnevale si sono diffusi in tutto il territorio nazionale, con nomi diversi, anche a poche decine di chilometri tra una città e l’altra.

sfrappole fatte da mia mamma
Le sfrappole di mia mamma appena fatte!

La ricetta delle sfrappole bolognesi

La ricetta delle sfrappole che vi propongo è quella di famiglia, è la versione di nonna Norina: pochissimi ingredienti per una croccantezza e una fragranza che durano giorni!

Le sfrappole bolognesi, per tradizione, vanno fritte nello strutto. Se non lo gradite utilizzate l’olio di semi.

Ingredienti per 6 persone

  • 500 g. di farina 0
  • 3 tuorli d’uovo
  • 10 g di burro
  • scorza grattugiata di mezza arancia
  • la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
  • 30 ml di Cointreau (o brandy, o cognac)
  • zucchero a velo qb
  • strutto o olio di semi per friggere

Sulla spianatoia formate una fontana di farina e nel cratere mettete i tuorli, il liquore, il burro, la scorza dell’arancia grattugiata e una puntina di lievito per dolci. Impastate, formate una palla e fate riposare l’impasto in frigorifero per almeno mezz’ora.

Tirate una sfoglia sottilissima col mattarello o con la macchina stendi pasta. Con un coltello o la rotella dentellata tagliate delle strisce larghe 4 cm. e lunghe almeno 10 cm. (si possono fare anche più grandi, oppure quadrate). Incidete le strisce per la lunghezza, facendo un taglio.

Friggetele nello strutto o nell’olio bollente, muovendole velocemente con un forchettone. Una volta dorate, scolatele e asciugatele su un foglio di carta assorbente.

Disponetele su un vassoio da portata e spolverizzate di zucchero a velo vanigliato, facendolo cadere a pioggia.

Le sfrappole sono il dolce di Carnevale preferito di mio babbo!

Libri sui dolci di carnevale

Le sfrappole della Pasticceria Mignon, a Bologna