Lucio Dalla e la Dr. Dixie jazz band

Bologna non ha mai dimenticato la SUA voce, che è quella di Lucio Dalla (1943-2012) e che già ad un mese dalla sua scomparsa, alle 18 in punto di ogni giorno in via D’Azeglio, è possibile sentire riecheggiare dagli altoparlanti posti sulla strada in un pezzo tratto dal suo repertorio.

Dal 2014 la “Fondazione Lucio Dalla” diffonde e valorizza la sua storia artistica, umana e culturale e preserva l’opera musicale del cantautore, ma in città sono tante le opportunità per ripercorrere la vicenda umana e artistica di Dalla che, dopo aver raggiunto una notorietà mondiale è diventato l’ambasciatore della bolognesità in tutto il mondo.

Un tributo ad un grande bolognese e un’occasione per ricordare un grande artista è la visita guidata alla Bologna di Lucio Dalla, un itinerario tra musica e arte che si snoda in luoghi diversi e meno conosciuti rispetto alla sua casa in via D’Azeglio e che dà la possibilità ai più curiosi di scoprire storie, curiosità e aneddoti di vita.

Guida d’eccezione del tour a cui ho partecipato e che vi consiglio è Baldassarre Giardina, figlio di Nando Giardina fondatore della Dr. Dixie Jazz Band, l’ensemble amatoriale più longevo del mondo, del quale fece parte anche Lucio Dalla. Uno che ha conosciuto Lucio Dalla da vicino, insomma, un uomo davvero eccezionale, di una cultura sconfinata e disponibile, gentile, sorridente!

Baldassarre Giardina
Baldassarre Giardina, la miglior guida alla Bologna di Lucio Dalla

La statua dedicata a Lucio Dalla in Piazza Cavour

Il tour di Baldassarre inizia da Piazza Cavour, al civico 2, dove Lucio Dalla è nato, il 4 marzo 1943, ed è cresciuto. Lì abitava con suo papà (morto quando aveva 7 anni) e sua mamma Iole “una sarta che non sapeva attaccare neanche un bottone”, un personaggio straordinario che incise non poco sulla vita di Dalla.

Baldassarre racconta gli aneddoti di Lucio bambino, il rapporto con la madre, i primi tentativi musicali che iniziarono da una fisarmonica (poi scaraventata in Piazza Cavour quando si innamorò del clarinetto).

Racconta anche che la Piazza Grande cantata da Dalla non è Piazza Maggiore ma proprio Piazza Cavour, dove Lucio vedeva passare gli innamorati e le altre figure citate nel testo della canzone.

In questa piazza si trova una panchina, sulla quale la statua di Lucio Dalla guarda le finestre della sua prima casa. Impossibile resistere alla tentazione di farsi un selfie. D’altra parte la statua è stata messa su una panchina proprio per questo!

La statua di Lucio Dalla in Piazza Cavour, a Bologna

Lucio Dalla e la basilica di San Domenico

Baldassarre poi ci porta in Piazza San Domenico, vicinissima alla casa natale di Lucio e suo primo campo da gioco. Con il passare degli anni anche la Basilica diventò quasi una casa per il cantautore, visto che San Domenico e i domenicani (soprattutto padre Michele Casali) furono un punto di riferimento per tutta la sua vita.

La Basilica conserva il Crocifisso ligneo di Giunta Pisano che secondo Baldassarre sta all’origine di L’anno che verrà. Baldassarre racconta il rapporto tra Lucio Dalla e la fede, la passione per i Presepi, la relazione con gli Angeli.

Se parteciperete a questo fantastica visita guidata, qui canterete L’anno che verrà, perché non vi ho ancora detto che quello di Baldassarre è un tour cantato! Per rendere tutto più divertente e coinvolgente, Balda ha con sé delle casse audio che diffondono le canzoni più famose di Dalla, in modo da poterle cantare tutti insieme! Nessuna vergogna! Più si è stonati, più Dalla approva da lassù! D’altro canto, lui stesso suonava senza conoscere la musica!

Lasciata piazza San Domenico andiamo in Vicolo Marescotti, dove c’è la terza casa in cui visse Dalla e dove è ancora parcheggiato il suo motorino. Più avanti, in Via Morandi, vediamo la sede della prima etichetta discografica fondata da Lucio Dalla: la Cagnara Records.

Da via Morandi ci spostiamo in via de’ Carbonesi dove passiamo davanti a Cesari, il ristorante preferito di Lucio Dalla, dove amava sedersi al tavolo in vetrina non per essere riconosciuto ma per guardare la gente passare e immaginare personaggi e storie per nuove canzoni.

Piazza de’ Celestini – opera d’arte dedicata a Lucio Dalla

La casa di Lucio Dalla in Via d’Azeglio è un’altra tappa del tour di Baldassare per ricordare il grande artista. E’ un luogo doppiamente legato alla vita di Lucio, perché fu la sua ultima casa e perché nella Chiesa di San Giovanni Battista dei Celestini fu battezzato.

Inutile cercare sul campanello del portone il nome famoso. Per depistare i curiosi (anche se tutti sapevano che abitava al civico 15) Dalla aveva fatto scrivere Comm. Domenico Sputo: Domenico in onore dei domenicani e del loro fondatore e Sputo per essere ghiotto di lupini (si sa che la buccia dei lupini va sputata!) e Avv. Alvaro Tritone, tritone perché diceva di essere mezzo uomo e mezzo pesce.

Alzando gli occhi verso il balconcino del suo studio si vede la sagoma del cantautore intento a suonare il sax tra i gabbiani. L’opera è realizzata con una rete metallica che simula una rete da pesca. Il mare, insieme ai cani e al cielo, fu una grande passione di Lucio.

La casa di Lucio Dalla in Piazza de’ Celestini a Bologna

La cantina della Dr. Dixie Jazz Band, Nardo Giardina, Lucio Dalla e Pupi Avati

Il tour di Baldassarre prosegue fino a raggiungere la Cantina Dr. Dixie, che si trova al civico 7/B di Via Cesare Battisti. La cantina è stata la sede della storica della Dr. Dixie Jazz Band, fondata a Bologna nel 1952 da Nardo Giardina, il babbo di Baldassarre!

La Dr. Dixie Jazz Band è stato l’ensembre di jazzisti amatoriali più longevo d’Italia. Attiva dal 1952 per 60 anni ha tenuto oltre 700 concerti in giro per il mondo e un live il 16 aprile 2012 al Teatro EuropAuditorium di Bologna per celebrare il sessantennale.

La cantina è un luogo tanto suggestivo quanto leggendario, stra-pieno di manifesti, locandine, vinili, fotografie, poster, strumenti musicali, indumenti di scena che si alternano a damigiane di vino, cimeli, pezzi di vecchi flipper, cassette di attrezzi…

I tre locali sanno di umidità e muffa ma con un po’ di fantasia è ancora possibile sentire i suoni, le voci, gli applausi di chi ebbe la fortuna di frequentarla! Il merito va anche a Baldassarre, che ha tenuto tutto com’era, in ricordo di suo papà e dei live jazz gratuiti a cui tutti potevano assistere.

Perché finirete lì? Perché tra il ’59 e il ’62, anche Lucio Dalla e Pupi Avati suonarono con il jazz ensemble di Giardina.

Baldassarre mescola storia e leggenda e racconta che Lucio Dalla soffiò il posto da clarinettista a Pupi Avati, che non la prese tanto bene.

Un aneddoto vuole che Pupi Avati e Lucio Dalla si trovassero a Barcellona a suonare ed erano saliti in cima alla Sagrada Familia. Ad un certo punto, gli altri videro Lucio, spaventatissimo, con gli occhi fuori dalle orbite, scendere giù di corsa. Gli chiesero che cosa era successo e lui rispose: “Pupi ha cercato di ammazzarmi spingendomi giù dai pinnacoli!”

Via degli Orefici, la strada del Jazz

La visita di Baldassarre si conclude in via degli Orefici, la strada del Jazz, una vera e propria walk of fame, dedicata ai grandi interpreti jazz che hanno suonato in città negli anni d’oro.

Camminerete incontrando una serie di stelle bianche e dorate con i nomi di grandi star del jazz che hanno suonato nel capoluogo emiliano: Chet Baker, Miles Davis, Ella Fitzgerald, Duke Ellington, Dizzie Gillespie e tanti altri!

Ci sono ovviamente anche le stelle di Nardo Giardina di fronte al civico 23 b e quella di Henghel Gualdi, di fronte al civico 1.

E’ facile individuare la stella dedicata a Lucio Dalla,. perché è la più grande ed è l’unica che si trova nel centro della strada!

La stella di Lucio Dalla in Via Orefici, a Bologna, la strada del jazz

Come prenotare la visita guidata alla Bologna di Lucio Dalla con Baldassarre Giardina (che è una guida abilitata)?

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