Visitare la Biblioteca Universitaria di Bologna

La BUB – Biblioteca Universitaria di Bologna è la biblioteca centrale dell’Ateneo e occupa un’ala di Palazzo Poggi, in Via Zamboni 33-35, nel cuore della cittadella universitaria. Palazzo Poggi è la sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Bologna e al suo interno ci sono anche alcuni musei dello SMA – Sistema Museale d’Ateneo.

Palazzo Poggi è tra i più belli della città e merita una visita per le importanti collezioni storiche-artistiche e gli arredi originali che custodisce.

La storia di Palazzo Poggi

Palazzo Poggi viene costruito a partire dal 1549 per volere di Giovanni Poggi, cardinale di Santa Romana Chiesa e nunzio pontificio presso Carlo V.

Realizzato su disegno dell’architetto bolognese Bartolomeo Triachini, l’edificio si sviluppa attorno al Cortile d’Ercole. Le facciate sono a due ordini di pilastri accoppiati, tra cui si aprono finestre ornate di un frontone ad arco spezzato.

  • cortile d'Ercole 2
  • Palazzo Poggi - Cortile d'Ercole

Ad affrescare le grandi sale del piano nobile Poggi chiama celebri pittori dell’epoca: Pellegrino Tibaldi, Nicolò dell’Abate e Prospero Fontana. Camminando nelle sale vedrete gli affreschi del ciclo delle storie di Davide e di Mosè (Prospero Fontana), di Susanna (Pellegrino Tibaldi), di Camilla (Nicolò dell’Abate). Poi ancora gli affreschi della Sala dei paesaggi, della Sala dei concerti e delle fatiche di Ercole e del Camerino dei putti vendemmiatori (ancora Nicolò dell’Abate ), il Camerino delle sfingi e la sala dei telamoni (Prospero Fontana).

Dopo la morte di Giovanni e di suo fratello Alessandro, il palazzo passa di proprietario in proprietario, fino alla famiglia Banchieri di Pistoia.

Il conte Luigi Ferdinando Marsili a cavallo

La storia di Palazzo Poggi si unisce a quella dello Studio agli inizi del Settecento, quando il conte bolognese Luigi Ferdinando Marsili, generale dell’Impero, dona le proprie collezioni scientifiche e i propri libri (900 manoscritti orientali e 120 manoscritti relative alle sue opere) alla città di Bologna.

Marsili ufficializza la donazione con un atto pubblico quando ha la conferma, da parte del Senato bolognese, della sistemazione unitaria della sua raccolta. Alla fine del 1711 il Senato acquista Palazzo Poggi dalla famiglia Banchieri e lo destina all’Istituto delle Scienze di Marsili.

Vengono subito avviati i lavori di ristrutturazione per trovare spazi idonei a laboratori, aule didattiche, gallerie espositive, una biblioteca e persino una stamperia e una rilegatoria. Inizia subito anche la costruzione della torre della Specola (l’osservatorio astronomico), poi finita nel 1725.

La torre della Specola vista dall’interno della BUB

Dentro Palazzo Poggi trovano sede stabile l’Accademie degli Inquieti e l’Accademia Clementina. La prima ha come fine lo studio delle scienze sperimentali. La seconda raccoglie i cultori di belle arti e si occupa dell’istruzione del nudo in disegno e in scultura, dell’architettura civile e dell’ornato.

Ristrutturato e dotato di ogni tipo di strumentazione per le ricerche scientifiche, nel giro di pochi anni questo “Tempio di Salomone” diventa famoso in tutta Europa.

I docenti dello Studio la mattina tengono lezioni teoriche all’Archiginnasio e al pomeriggio insegnano all’Istituto delle scienze, portandosi dietro i loro studenti, felicissimi di sperimentare qualcosa di nuovo.

L’Istituto delle Scienze richiama illustri inventori e artisti di tutta Europa.

La storia della Biblioteca Universitaria di Bologna

Ritratto di Ulisse Aldrovandi

La visita guidata alla BUB ci consente di scoprire come piano piano la Biblioteca si ampliò fino a occupare gran parte di Palazzo Poggi e a rendere necessari successivi ampliamenti.

Il primo nucleo della Biblioteca Universitaria è una raccolta medio-piccola e non aperta al pubblico delle collezioni scientifiche di Marsili e dei manoscritti, le opere a stampa, le tavolette xilografiche e gli acquerelli di Ulisse Aldrovandi, grande naturalista bolognese del Cinquecento.

La svolta si ha con Prospero Lambertini, discendente di un’importante famiglia senatoria bolognese, che diventa papa nel 1740 col nome di Benedetto XIV.

Particolarmente legato alla città e ai concittadini, Benedetto XIV è un convinto sostenitore dell’importanza dello sviluppo e della ricerca scientifica come strumento per il miglioramento del genere umano e fa alcuni atti importantissimi per lo sviluppo della Biblioteca:

  • dona all’Istituto delle Scienze la sua “bibliotheca domestica” di circa 25.000 volumi a stampa e 450 manoscritti, oltre che il suo archivio privato
  • invita il Cardinale Filippo Maria de Monti a imitarlo, “costringendolo” a donare 10.000 tra volumi e manoscritti e la collezione di 400 dipinti che oggi costituisce la Quadreria
  • obbliga i tipografi di Bologna a consegnare alla biblioteca una copia di tutti i volumi che stampavano, cosa che ancora oggi è in vigore. Somma gioia, immagino 😀
Ritratto di Papa Benedetto XIV conservato alla BUB

Per sistemare tutto questo materiale, il Pontefice fa realizzare una nuova, maestosa libreria a Carlo Francesco Dotti, celebre architetto bolognese del Settecento. I lavori durano oltre 20 anni e l’Aula Magna viene finalmente inaugurata e aperta al pubblico nel 1756. Sarà la prima biblioteca pubblica di Bologna.

Il 18 giugno 1796 le truppe napoleoniche entrano a Bologna e lo Stato Pontificio è dichiarato decaduto. La biblioteca vive un periodo difficile.

Da un lato i commissari francesi requisiscono parte degli strumenti scientifici e spogliano la biblioteca di numerosi codici ed edizioni rare, che sono in parte trafugati e in parte redistribuiti. Dall’altro fanno confluire libri, manoscritti e arredi provenienti dalle soppressioni conventuali del 1797.

Nel 1803 il governo francese scioglie l’Istituto delle Scienze e trasferisce l’Università dall’Archiginnasio a Palazzo Poggi.

Dopo la fine della Repubblica Cispadana e la Restaurazione papalina, la BUB torna in possesso di numerosi codici e incunaboli che riportano tutt’ora un doppio timbro: uno della biblioteca di Bologna e uno della Biblioteca Nazionale di Francia.

Con il primo decreto bibliotecario dell’Italia unita (1869), la BUB entra a far parte delle biblioteche governative più importanti e nel 1885 è inserita tra le universitarie. 

Durante il XX secolo, diversi lavori di ampliamento degli spazi hanno portato ad una ristrutturazione generale che comprende la torre libraria.

Dal 2017 la biblioteca è passata sotto l’Università di Bologna.

L’Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna

L’Aula Magna è la grande libreria voluta da Papa Benedetto XIV per conservare e mettere a disposizione i volumi che aveva donato alla BUB. Le dimensioni sono davvero notevoli e l’opera architettonica valse a Benedetto XIV l’appellativo di AMPLIFICATOR MAXIMUS (il grandissimo ingranditore), inciso sull’architrave di ingresso.

Il colpo d’occhio è davvero magnifico! Molti, appena entrano, esclamano

WOW ma sembra la biblioteca di Harry Potter!

L’Aula Magna è lunga 35 metri e larga 11 metri. La volta è sostenuta da quattro enormi colonne decorate con capitelli corinzi. La libreria è in noce con inserti in radica. Alla sua costruzione partecipò il celebre carpentiere bolognese Ercole Lelli, autore del teatro anatomico dell’Archiginnasio.

La struttura è semplice e funzionale.

La libreria è coronata da ventotto busti in terracotta, opere autografe di celebri scultori bolognesi, che raffigurano uomini illustri della cultura antica e medievale: a sinistra guardando verso il fondo della sala ci sono i busti di eminenti ecclesiastici, a destra laici.

I busti non hanno solo scopo ornamentale ma servivano agli studiosi per orientarsi tra le librerie. A sinistra si trovano i testi religiosi, a destra quelli scientifici.

I volumi sono suddivisi per argomenti. Sopra le anse è riportata la materia (per esempio Geographia) in lettere dorate latine. Sugli scaffali sono disposti per ordine di grandezza: nei piani bassi quelli di formato atlantico (di grandissime dimensioni) fino a quelli piccolissimi negli scaffali superiori.

I libri erano spesso in doppia fila, riposti in vani nascosti, ad esempio nei basamenti delle colonne decorative in legno o nelle scale di accesso al ballatoio superiore.

Inizialmente la sala era priva di tavoli e gli studiosi si appoggiavano ai piani di studio sporgenti. I tavoli vennero aggiunti solo dopo il 1803 quando in Aula Magna si tennero le lezioni universitarie.

Quattro tavoloni erano riservati esclusivamente alle signore ed erano identificabili da una targa.

L’aula perse la sua funzione di sala lettura nel 1990 anno in cui furono ampliati i locali e trasferiti i servizi della biblioteca nell’ala sud dell’edificio.

Attualmente ospita eventi, letture, concerti e mostre temporanee.

La sala Mezzofanti

L’ingresso della sala Mezzofanti

Circa a metà dell’Aula Magna si apre la sala Mezzofanti dedicata al cardinale Giuseppe Gaspare Mezzofanti (1774-1849), professore di lingue orientali all’Università di Bologna.

La sala è frutto di un ampliamento degli spazi della biblioteca realizzato nei primi anni dell’Ottocento. Decorata da una volta affrescata e da un pavimento a palladiana dipinta è arredata con le scaffalature provenienti dalla biblioteca del Convento di San Francesco a Bologna.

Oggi contiene i materiali più preziosi del patrimonio della Biblioteca: i manoscritti e gli incunaboli.

La Sala Caronti

Di fianco all’Aula Magna c’è la sala Caronti che conserva il soffitto e gli affreschi originali del Cinquecento. Come si conveniva alla dimora di un Cardinale, si tratta di storie tratte dall’Antico Testamento, in particolare dalla Genesi.

Nel soffitto:

  • Creazione del Sole e della Luna
  • Creazione della Terra, degli animali e delle piante
  • Creazione di Adamo

Nelle fasce:

  • Creazione di Eva
  • Il peccato originale
  • La cacciata dal Paradiso
  • Lavoro di Adamo e la maternità di Eva
  • Offerte di Caino e Abele
  • Assassinio di Abele
  • Caino errabondo

Nella parete ovest:

  • Tobia e l’Angelo
  • Restituzione della vista a Tobi

Le pareti contengono il catalogo manuale di Andrea Caronti, che comprende le schede scritte a mano in bella calligrafia di tutte le opere a stampa della Biblioteca, gli incunaboli ed i periodici acquisiti dal 1712, anno di fondazione dell’Istituto delle Scienze di Bologna.

Sala Caronti, particolare del soffitto
Sala Caronti, particolare del soffitto: Dio crea la Terra, le piante e gli animali

Lo scalone

La visita si conclude scendendo lo scalone costruito negli anni Trenta del Novecento, in bel marmo di Carrara, ancora lucente e ricco di resti fossili.

Lo scalone è abbellito con tre affreschi cinquecenteschi che si trovavano sui camini delle stanze di Palazzo Poggi, attribuiti a Pellegrino Tibaldi e Nicolò dell’Abate.

I soggetti rappresentati hanno tutti per argomento il fuoco, come si usava fare per le pitture che sovrastavano le fughe dei camini.

Scendendo, a destra vedrete Eracle sul rogo del Monte Eta. Dopo che Deianira avvelenò la tunica di Eracle con il sangue del centauro Nesso, Eracle reso pazzo dal dolore si diresse sulla cima del monte Eta e innalzò una pira per porre fine alle sue sofferenze. Zeus intervenne e salvò suo figlio portandolo sull’Olimpo dove l’eroe sposò Ebe, la coppiera degli Dei.

Di fronte a voi, Artemisia riceve le ceneri di Mausolo. Artemisia era sorella e moglie di Mausolo, re della Caria. Alla morte di Mausolo, sconvolta dal dolore, bevve le sue ceneri miste a oli e profumo. In sua memoria, fece erigere il Mausoleo di Alicarnasso che viene ricordato come simbolo dell’amore coniugale.

A sinistra, Empedocle si getta nell’Etna. Della vita di questo filosofo e politico del V sec a.C. non si sa molto e per questo sono fiorite molte leggende. Una di queste vuole che Empedocle, ormai vecchio, decise di gettarsi nel cratere dell’Etna per non far ritrovare il suo corpo e dare maggior adito alla credenza che fosse un Dio. Tuttavia, il vulcano eruttò uno dei suoi calzari in bronzo svelandone la natura umana. Più probabile un’altra versione, secondo cui il filosofo cadde accidentalmente nel vulcano mentre stava studiando la sua conformazione.

Come visitare la Biblioteca Universitaria di Bologna

Le sale monumentali della Biblioteca Universitaria danno la possibilità al visitatore di conoscere una storia ricca di eventi e personaggi famosi, tra i quali un papa, svariati cardinali, conti e generali.

Per fare una visita guidata gratuita alla biblioteca basta compilare un form online. Scegliete la giornata e la fascia oraria che preferite, poi cliccate su “Iscrizioni”.

L’ingresso è in Via Zamboni 35.

Palazzo Poggi è anche sede dello SMA, il sistema museale di UNIBO, che conserva alcune collezioni storiche dell’Istituto delle Scienze, e in particolare

  • l’Aula Carducci
  • il Museo del Nono Centenario
  • il Museo Aldrovandiano
  • il Museo delle navi e delle antiche carte geografiche
  • il Museo ostetrico Galli
  • il Museo delle cere anatomiche Cattaneo
  • il MEUS – Museo europeo degli studenti
  • le collezioni d’arte orientale
  • Il Museo della Specola

Le visite, a pagamento, si prenotano sul sito dello SMA.

L’ingresso è in Via Zamboni 33.

Il tramonto su Bologna dai tetti della Biblioteca Universitaria di Bologna

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