Visitare i Bagni di Mario a Bologna

I Bagni di Mario sono una cisterna rinascimentale realizzata per convogliare, raccogliere e decantare le acque dei corsi d’acqua collinari. Il nome deriva dalla credenza errata che fossero i resti di un centro termale romano di età repubblicana voluto dal console Caio Mario.

In realtà, il nome esatto è Conserva di Valverde. La Conserva è uno splendido esempio di architettura ipogea, creata nella seconda metà del Cinquecento per fornire i bolognesi di acqua potabile e alimentare:

  • la fontana del Nettuno,
  • la fontana Vecchia di Via Ugo Bassi
  • e altre fontane dell’epoca papalina come il Giardino dei Semplici (oggi piazza coperta della ex Sala Borsa) e la vasca dei Cavalleggeri che era all’interno di Palazzo d’Accursio.

La Conserva di Valverde funzionò fino al 1881, quando fu realizzata la moderna rete idrica cittadina.

La storia dei Bagni di Mario

La storia della Conserva di Valverde ci racconta l’evoluzione dell’approvvigionamento d’acqua in una città in crescita.

Nel 1563 il Senato bolognese incaricò Tommaso Laureti (detto “il Siciliano”) di progettare una cisterna per raccogliere l’acqua e convogliarla in un’unica struttura per fornire di acqua potabile la cittadinanza e per alimentare le fontane del centro.

Laureti, pittore, architetto e ingegnere idraulico, era già a Bologna da circa tre anni ed era già stato coinvolto nella costruzione della fontana del Nettuno e della fontana vecchia, la fontana a parete di stampo manierista che sorge nell’attuale via Ugo Bassi. A questi due incarichi, nel 1563, sommò quello di realizzare un efficiente sistema per l’approvvigionamento idrico delle fontane.

Laureti realizzò i condotti della Conserva, che si allungavano in collina. Da qui, purificata da una serie di vasche di decantazione, l’acqua defluiva verso la Cisterna del Vascello, costruita già negli anni attorno al 1520. Infine, dopo aver percorso un condotto lungo 2 km l’acqua, l’acqua arrivava in centro.

Uno dei condotti della Conserva di Valverde

Descrizione dei Bagni di Mario

La struttura della Cisterna di Valverde è su due livelli. 

Il primo livello si raggiunge scendendo nel sottosuolo. Al termine delle scale si apre una spettacolare sala ottagonale, sovrastata da una cupola della stessa forma. Nel pavimento sono scavate otto piccole vasche originariamente destinate a raccogliere l’acqua proveniente da quattro condotti che si inoltrano nella collina di Valverde. Da questi l’acqua usciva depurata mediante un procedimento di decantazione.

Sempre al livello superiore, collegata alla sala principale, c’è un’altra piccola camera ottagonale, detta Cisternetta, dotata di una ulteriore vasca di decantazione. L’acqua che usciva dalla Cisternetta scendeva al livello inferiore. 

Nel secondo livello (non visitabile) le acque che provenivano dal livello superiore procedevano all’interno di un cunicolo in mattoni fin nei pressi della chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, dove si univano a quelle del condotto del Remondato (Fonte Remonda) che raccoglieva le acque sorgive di San Michele in Bosco. 

La cisterna ottagonale

Bagni di Mario: come arrivare

I Bagni di Mario si trovano a Bologna in Via Bagni di Mario, il cancelletto a sinistra del civico 10.

  • Coordinate satellitari: 44.481406, 11.336141
  • In auto: nei dintorni dei Bagni di Mario ci sono molti parcheggi con linee bianche riservati ai residenti. Fate molta attenzione a non parcheggiare lì, che prendete la multa! Cercate parcheggio lungo la via di san Mamolo oppure utilizzate il parcheggio Staveco su viale Panzacchi e poi salite a piedi oppure con l’autobus, Linea 29.
  • In autobus: prendete la linea 29 e scendete alla fermata Bagni di Mario. Poi salite la scala dietro alla fermata e percorrete via Bagni di Mario fino alla prima curva. Sulla vostra destra vedrete un cancelletto senza numero con la targa “Bagni di Mario”. Entrate e percorrete la scala fino all’ingresso della struttura.  

Bagni di Mario: attrezzatura

Il percorso non presenta particolari difficoltà, però vi consiglio di mettervi un paio di scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. Mettersi le scarpe coi tacchi non è una buona idea, e neanche le ciabatte e le infradito.

I Bagni di Mario non sono accessibile a coloro che hanno gravi problemi di deambulazione, in quanto al livello inferiore si accede attraverso delle scale abbastanza ripide.